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Le nostre proposte incoming
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Bianello è stato nei secoli dimora e fortezza dei Canossa sino alla metà del 700, poi signorile dimora. Il castello presenta un volume compatto impostato su una delimitazione strutturale a forma poligonale chiusa. Una pietra all'ingresso delle mura dice: "Comitissae Matildis opus", ma il castello è di costruzione anteriore, insieme agli altri tre. L’origine del castello come torre di avvistamento è accertata già nel X secolo. Matilde risiedeva quasi abitualmente a Bianello, qui ospitò Enrico IV penitente, prima dell'incontro del 1077, qui soggiornarono papi e principi, e nel 1111 Matilde ricevette Enrico V, reduce dall'incoronazione a Roma, e fu da lui proclamata vicaria imperiale in Italia: erano i prodromi della pace, di dieci anni dopo, al Concordato di Worms. Dopo la morte di Matilde, il castello rimase ai Canossa. Il castello ha subito numerose trasformazioni che ne hanno fatto un'aristocratica dimora: conserva però interessanti strutture della primitiva rocca e, in una stanza, un dipinto del sec. XIV, che rappresenta Matilde con in mano il fiore del melograno ed il motto "tuetur et unit". Tutto l’edificio offre un suggestivo panorama su una delle più fertili pianure del mondo. Il soggiorno di Matilde e la sosta di Enrico V nel 1111 hanno dato origine ad una celebrazione dell'evento che si ripete da oltre un ventennio, dalla quale ha tratto occasione la nascita del "Premio Matilde". Al piede del colle, la chiesa, più volte ristrutturata nel corso dei secoli, conserva una interessante lunetta scolpita, un architrave decorato di fregi a volute floreali con una mano benedicente, e parecchi frammenti di pietre lavorate con quell'arte semplice e raffinata che caratterizza gli edifici, specialmente sacri, di quell'epoca. Ogni anno, l'ultima domenica di Maggio, Quattro Castella rievoca un importante episodio della storia d'Europa, che avvenne a Bianello tra il 6 e il 10 maggio dell'anno 1111. L'Imperatore Enrico V, figlio di quell'Enrico IV che nel gennaio 1077 ottenne il famoso perdono di Canossa da Papa Gregorio VII per intercessione della Contessa Matilde, venne a Bianello e incoronò la Gran Contessa vice regina vicaria d'Italia. Donizone, cronista dell'epoca, ci ricorda che questo fu il primo passo verso il Concordato di Worms; la cerimonia ebbe luogo sul sagrato della chiesa, a due passi da dove avviene l'odierna manifestazione. Centinaia di comparse nei tradizionali costumi medievali, si danno appuntamento ai piedi del castello di Bianello, per dar vita alla spettacolare ed emozionante rievocazione. |
BIANELLO
CASTLE
The four towers at Montevecchio, Bianello, Montezane, and Montelucio were built between the 10th and 11th centuries. This early fortified defense system facing the Po River Valley was to take on prime importance in relation to the historical events that unfolded across the territories of Matilda, Countess of Canossa. Bianello later became the property of Matilda, who expanded the village's fortification system and armed it. It was here in the "castrum Bibianelli" that Pope Gregory VII, upon intercession by Matilda, received Henry IV of Germany in 1077 and revoked his excommunication. It was also at Bianello that Matilda, by then quite elderly, was crowned by Henry IV vice queen of the Ligurian Kingdom or vicar to Italy for the emperor of Germany.
Every year in late Spring, Quattro Castella relives an important episode in the history of Europe, which took place at Bianello between May 6th and 10th of the year 1111. Henry V, son of Henry IV who had obtained the famous pardon of Canossa from Pope Gregory VII through Matilda's intercession, came to Bianello and crowned the Grand Duchess vice-queen of Italy. A chronicler of that era by the name of Donizone reminds us that this was the first step towards the Concordat of Worms. The ceremony took place in the church-square, only a stone's throw from where the present-day event is held. Hundreds of extras in traditional medieval costumes meet at the foot of the Bianello Castle to bring to life the exciting, spectacular pageant. Peasants and villagers, penitent monks, delegations of nobles, and knights from Matilda's army, can be seen in the streets of town in the early afternoon. The gonfaloniers invited from the various districts to participate in the games march in a parade, followed by heralds, castle drummers, armigers, and the "Gualdane" from Quattro Castella. Matilda, Countess of Canossa is proclaimed vice-queen of Italy before her faithful subjects, and after the ceremony the Master at Arms calls for the games to begin. Nobles and valiant knights compete in the Game of the Bridge.. The Historical "Matildic Procession" is held each year on the last Sunday in the month of May. |
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Il castello, eretto su una
rupe di arenaria bianca, fu edificato nel 940 da Atto Adalberto, di stirpe
longobarda. Il complesso divenne fulcro della potenza della famiglia dei
Canossa e, nel 1077, qui fu concesso lo storico "perdono" del Papa Gregorio
VII all'imperatore Enrico IV cugino di Matilde di Canossa. Con la
costruzione della rocca, Atto Adalberto fonda anche la Chiesa di S.
Apollonio , il cui fonte battesimale si trova custodito nel museo "Naborre
Campanini" adiacente ai resti del castello. Nel borgo rimane visibile
un'interessante complesso rustico in pietra a torre. Sotto il paese è
visitabile l'antico podere di Riverzana con case a torre. |
CANOSSA
CASTLE
The castle,
erected on a white sandstone rock, was built in 940 by Atto Adalberto, of
Lombard descent. The complex became the power centre of the Canossa family
and it was here in 1077 that Pope Gregorio VII's historic "pardon" was
granted to Emperor Enrico IV, Matilde di Canossa's cousin. Together with the
construction of the fortress, Atto Adalberto also founded the Church of St.
Apollonio, whose baptismal font is today conserved in the "Naborre Campanini
" museum, next to the castle remains. An interesting rustic tower complex in
stone can still be seen in the village. The ancient Riverzana estate with
tower houses can be visited under below the village.
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Di grande interesse storico ed architettonico è il castello risalente all'anno 1000. L'imponente cinta difensiva e la Torre di Guardia di Rossenella, posta di fronte al mastio, fa supporre che Rossena (il cui nome deriva dal colore della roccia su cui poggia) fosse utilizzata per lo più come fortezza militare. Pregevoli nelle vicinanze i borghi Braglie, Casalecchio, Casalino |
ROSSENA CASTLE
Of great historical and architectural interest, the castle dates back approximately to the year 1000. The imposing defensive walls and the Rossenella guard tower located in front of the donjon make us suppose that Rossena (whose name comes from the colour of the rocks it is located on) was used as military fortress. The suburbs of Braglie, Casalecchio and Casalino nearby are worth to be visited. |
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Le antiche vestigia del Castello di Sarzano sorgono su di un colle che fin da tempi remoti si poneva a difesa della strada che da Reggio di Lombardia saliva verso i valichi per la Toscana. Il nome di Sarzano appare in un antico rogito di compravendita di Atto Adalberto avo della Contessa Matilde, del 958. Nel 1116 si ha notizia dei castello e di una cappella, riconosciuti dall'imperatore Enrico V come possesso dei monaci di S. Apollonio di Canossa. Nel XIII sec. la famiglia dei Fogliani si instaurò stabilmente nel Castello. I Fogliani tennero il Castello fino al 1516 insieme ai Canossa e ai Visdomini; ai Canossa subentrò nel 1568 il ministro ducale Girolamo Graziani della Pergola. A Girolamo successe, nel 1693 per investitura del duca Rinaldo d'Este, sua figlia Francesca, che andò sposa al marchese Paolo Carandini, modenese. Oggi il complesso è formato dal castello vero e proprio, che occupa la sommità del colle e dal borgo di nord-est, che annovera la ex chiesa di San Bartolomeo con la sua canonica (oggi ostello e bar), una casa mezzadrile (l'attuale locanda) e un fienile (il ristorante). Originariamente la struttura del Castello era organizzata all'interno di tre cerchie di mura. L'impianto attuale, con doppia cinta di mura (in buona parte sepolte), cortile, mastio e torre quadrata, risale al XV secolo, al tempo dei Marchese Nicolò III d'Este. Il Torrazzo costituisce l'elemento più interessante del complesso del Castello di Sarzano. Qualche nota merita la sottostante chiesa di S. Bartolomeo, semplice navata unica con abside rettangolare e due cappelle laterali. Si notano le cinque cripte (ora vuote), l'altare paleocristiano in pietre squadrate emerso durante i lavori di restauro nella zona absidale e le tracce di un affresco decorativo del cinque-seicento sulle pareti dell'abside. Dalla cella campanaria della torre (oggi inaccessibile), sono visibili i castelli di Baiso, delle Carpinete, di Leguigno, di Rossena e infine di Canossa: in questa visibilità era la valenza strategica di Sarzano nello scacchiere matildico. |
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E' nominato per la prima volta, in una carta nonantolana dell' 883. Esso fu poi riconosciuto ai Vescovi di Reggio Emilia dall'Imperatore Ottone I° in una carta del 962. Dal 1414 il castello, con la corte e le terre dipendenti, seguì le vicende di Scandiano. Esso è uno dei pochi esempi rimasti nel nostro territorio di Rocca di pianura sorta su di un terrapieno ricavato con terra proveniente dalla escavazione di un fossato di forma ellittica. Nella corte interna, ben conservata, spicca l'oratorio di San Rocco, costruito nel 1570 dai marchesi Thiene. In particolare è da segnalare, all'interno del castello, lo scalone monumentale costruito dai marchesi De Mari nel 1750. Di recente ristrutturazione è una porzione del castello di proprietà comunale, inaugurato il 3 giugno 2000. Il restauro odierno ha teso a riportare gli spazi di proprietà comunale ad una facile leggibilità dei segni emersi ad una loro godibilità sensoriale, utilizzando campiture neutre che inglobano i lacerti di origine. Particolare attenzione è stata posta nel rifacimento delle pavimentazioni: lastre in cotto artigianale posate in formati e texture compatibili o uguali al dato originario. |
ARCETO CASTLE
The castle is mentioned for the first time in a Nonantola charter of 883. It was then given to the Bishops of Reggio Emilia by Emperor Otto I in a charter of 962. From 1414, the castle, with its court and dependent lands, followed the events of Scandiano. It is one of the few remaining examples in this area of a lowland stronghold erected on an embankment formed with earth from the excavation of an elliptical moat. The inner courtyard holds the well-preserved oratory of San Rocco, built in 1570 by the Marquis Thiene. Of particular mention is the grand staircase inside the castle, constructed by the Marquis De Mari in 1750. A portion of the castle owned by the municipality has recently been renovated, inaugurated on 3rd June 2000. The current restoration aimed to make the original artistic and architectural elements in the spaces belonging to the municipality easily legible and aesthetically pleasing, using neutral colour backgrounds that englobe the original fragments. Particular attention was given to the restoration of the flooring, using handmade cotto slabs in sizes and textures compatible with or the same as the original ones. |
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Il Complesso architettonico, che si sviluppa su una superficie di 5000 mq. ha subito nel tempo molti rifacimenti. Esso infatti, nato nel 1315 come edificio difensivo con i Da Fogliano, fu trasformato in dimora signorile dalla famiglia Boiardo (1423 / 1560) ed infine in palazzo rinascimentale dai marchesi Thiene (1565 / 1623) e dai principi d'Este (1625 / 1726).
Nell'edificio convivono e si possono
ammirare strutture architettoniche medioevali (torre pusterla dell'ingresso
nord e archetti pensili del cortile), rinascimentali (portico del cortile) e
barocche ( scalone, bifore, architravate del cortile, decorazioni a stucco
dell'appartamento estense). Tutta la storia di Scandiano e della sua gente
si è svolta all'interno del castello. In una stanza del primo piano
dell'edificio, nacque il poeta Matteo Maria Boiardo; nei sotterranei era
solito compiere i suoi esperimenti il grande Lazzaro Spallanzani. Fino al XVIII
secolo la Rocca ha conservato un importante ciclo di affreschi di Nicolò dell'Abate, gli affreschi sono oggi conservati alla Galleria Estense
di Modena. Molti artisti lavorarono in Rocca tra questi ricordiamo:
Bartolomeo Spani, Giovan Battista Aleotti, Antonio Traeri. |
ROCCA DEI BOIARDO – SCANDIANO
The
architectural complex, which covers an area of 5000 square metres, has been
rebuilt numerous times through its history. Originally erected in 1315 as a
defensive stronghold by the Da Fogliano family, it was transformed into the
noble residence of the Boiardo family (1423-1560) and later became the
Renaissance palazzo of the Marquis Thiene (1565-1623) and the princes of
Este (1625-1726).
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Boretto è un comune rivierasco diviso dal fiume Po solo dall’argine maestro. Appena a ridosso dell'argine maestro del grande fiume si trova il centro storico, dove sorge l'imponente Basilica di San Marco Evanglista. Il centro di Boretto, per la particolare posizione geografica e per il passato storico, si candida fra quelli più "fluviali" di tutta l'asta del Po. In corrispondenza di un'ampia curva del fiume si osserva un panorama solenne e importante come pochi lungo il suo corso. La terra di questo comune è stata abitata dai Galli, dai Celti, dai Romani e dai Veneti. L’etimologia e l’origine del nome Boretto è stata spiegata in diversi modi, da “beruptum” Po rotto, “deruptum” rotta di Po… In epoca romana Boretto faceva parte dell’accampamento fortificato di Brescello. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce numerosi reperti mettendo in evidenza caratteristiche di ricchezza desumibili dai ritrovamenti di resti di ville e sepolture. Un reperto di stele funeraria è conservato presso la scuola media ed è il ritrovamento più importante. I Veneziani la cui influenza si intensificò a partire dal XII secolo, costruirono a Boretto una chiesa dedicata a San Marco. |
BORETTO
Boretto is a
river-side community only separated from the Po by the main flood
embankment. The historic centre of the town is indeed, right up against the
embankment of this great river, with the mighty Basilica of San Marco
l’Evangelista (St Mark the Evangelist). The Basilica towers over the whole
town as if defending it against the eternal “enemy” lurking just beyond the
embankment erected immediately behind the Church itself. |
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A metà strada tra Reggio e Parma, con il nome di "Castrum Vultureno" poi come "Castrum Walterii", ossia dimora fondata intorno al VI secolo dal longobardo Gualtiero. Dal 1029 fa parte dei possedimenti del Vescovo di Parma e dal 1116 ha un proprio mercato come libero Comune, cadrà infine sotto il dominio di diverse famiglie come i Torello, i da Correggio, gli Estensi e dopo la pace di Lodi del 1454, gli Sforza di Milano. Nel 1479 Gualtieri passa in via definitiva agli Estensi di Ferrara. Alfonso d'Este nel 1567 conferì l'investitura di Gualtieri a Cornelio Bentivoglio, luogotenente generale dello stato di Ferrara. Il dominio di questa famiglia coincide con l'inizio delle fortune economiche, artistiche di Gualtieri. Cornelio darà infatti inizio all'opera di definitiva bonifica delle paludi arginando il Crostolo e convogliando le acque provenienti da Boretto, Brescello e Castelnovo di Sotto nel cavo Fiuma. Nello stesso modo i suoi successori, Ippolito ed Enzo, trasformarono il preesistente borgo in un fiorente centro rinascimentale. Dal 1634 (estinta la signoria Bentivoglio) Gualtieri sarà governata dal reggente di Modena e Reggio fino al 1796 quando aderirà alla Repubblica Cisalpina, caduta la quale verrà restituita agli Estensi fino al 1860 con l'annessione al Regno d'Italia. Il 15 novembre 1951 si ebbe una disastrosa alluvione e l'acqua raggiunse i 3,80 metri di altezza in Piazza Bentivoglio. PALAZZO BENTIVOGLIO Voluto da Ippolito, figlio di Cornelio, fu eretto tra il 1594 ed il 1600 inglobando la Casa Vecchia del padre. Imponente palazzo anticamente costituito da quattro facciate in cotto di 90 metri cadauna, con ampia corte e giardini. Del complesso rimane purtroppo una sola facciata, le altre furono demolite 1751 per innalzare gli argini del Po. Al piano terra la biblioteca, la Sala dei Falegnami, Sala Convegni, in passato occupata dagli artigiani del legno ed il Teatro settecentesco opera di G. B. Fattori. Al piano superiore, a destra il Salone dei Giganti decorato da Sisto Rosa, detto il Badalocchio e Pier Francesco Battistelli; a sinistra la Sala di Giove e La Sala di Icaro entrambe con scene di vita dell'antica Roma e la Cappellina gentilizia. PALAZZO GREPPI I Conti Greppi di Milano, investiti dagli Estensi di vasti possedimenti, edificarono l'omonimo palazzo a Santa Vittoria tra il 1770 ed il 1775. Il palazzo, pur ricordando vagamente le ville venete, ha la peculiarità di riunire in sé sia la funzione di residenza signorile che quella agricola. Si sviluppa in tre corpi: al centro gli appartamenti nobiliari con saloni di rappresentanza tra i quali spicca "Il Teatrino", a destra e sinistra si sviluppano due ali a doppio loggiato. Nel 1974 fu acquistato dal Comune che provvide al recupero e destinò parte delle stanze ad uso pubblico. DONAZIONE UMBERTO TIRELLI Nella Sala Icaro del Palazzo Bentivoglio ammiriamo oltre 50 opere provenienti dalla collezione privata di Umberto Tirelli e donate al Comune di Gualtieri. Si tratta di disegni a matita e a pastello, oli su tela, acquerelli, chine e litografie di artisti tra cui De Chirico, Guttuso, Casorati, Manzù, Mazzacurati ecc. Umberto Tirelli nato a Gualtieri nel 1928 e morto a Roma nel 1990, fu celebre costumista e lavorò con grandi registi teatrali e del cinema. All'interno della mostra permanente troviamo anche due costumi realizzati per L' Enrico IV e Ludwig. MUSEO DOCUMENTARIO E CENTRO STUDI A. LIGABUE Istituito nel 1988 raccoglie materiale bibliografico ed iconografico di Antonio Ligabue (Zurigo 1899 - Gualtieri 1965) allo scopo di illustrare il percorso artistico del tormentato pittore.
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L'antica colonia romana di Brixellum, abitata già in epoca protostorica ( ne sono testimonianza i reperti scavati in località Motta Balestri) fu uno dei principali centri della romanità reggiana e nel IV secolo S.Ambrogio la annoverò tra le città italiane semidistrutte che egli visitò nella Padania in piena decadenza. Centro militare bizantino ben presto divenne il cardine della resistenza contro i Longobardi. Nelle lotte che ne seguirono venne praticamente distrutto, rinascendo nel X secolo sotto Adalberto Atto di Canossa. Da allora mantenne sempre la sua importanza militare. Fu del Comune di Parma, dei Visconti, dei veneziani, degli Sforza e dal 1479 degli Este. Alfonso II d'Este fortificò il paese nel 1553 con una cinta pentagonale che fu poi distrutta nel 1703. Patria del filosofo Mario Nizzoli e del bibliotecario Antonio Panizzi (fondatore della celebre biblioteca del British Museum di Londra), conserva non molti ricordi del suo passato. Nella piazza centrale la statua di Ercole del Sansovino (1552) voluta dagli Estensi, la chiesa di S.Maria Maggiore, all'interno della quale sono conservate opere dello Zatti (pittore brescellese dell'ottocento), una "Natività di Maria" e " Cristo portato al Sepolcro" di A. Gualdi pittore emiliano del '500. Nel vicino palazzo Comunale una piccola ma significativa raccolta archeologica con reperti rinvenuti nell'area del comune. Nell'altra chiesa del paese, dedicata a S.Giorgio, notevole è il campanile romanico, della fine del sec. XII.
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BRESCELLO
The ancient Roman settlement of Brixellum was already inhabited in pre-historic times (as shown by the items recovered in the Motta Balestri archaeological excavations). It was one of the main centres of the Reggio Emilia area in Roman times. In the 4th century St Ambrose listed it as one of the partially destroyed Italian towns which he had visited in the Po valley during the period when the Roman Empire was in full decline. As a Byzantine military centre it soon became the concentration of resistance against the Lombards. It was almost completely destroyed in the struggles that followed, enjoying a renaissance in the 10th century under Adalberto Atto of Conossa. From that date it continued to maintain its military importance. It united with the Parma Commune, later forming part of the lands of a series of noble families and states: the Viscontis, the Venetians, the Sforzas and, from 1479, the Este family. Alfonso II D’Este fortified the town in 1553 with a pentagonal city wall. This was then destroyed in 1703. It was the home town of the philosopher Mario Nizzoli and the librarian Antonio Panizzi (founder of the famous British Museum Library in London). The town still retains much that recalls its past. A statue of Hercules stands in the main town square, commissioned by the Este family from Sansovino in 1552. The Church of Santa Maria Maggiore contains works by Zatti (a 19th-century painter from Brescello). It also houses the “Natività di Maria” (Nativity of Mary) and “Cristo Portato al Sepolcro” (Christ Carried to the Sepulchre) by A. Gualdi, a 16th-century Emilian painter. In the nearby local government building there is a small but important collection of archaeological finds excavated in the area. The other church in the town is dedicated to San Giorgio and has an important Romanesque bell tower dating from the 12th century. |
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